Roscigno: tra archeologia, valorizzazione e comunità

Un progetto per riscoprire il passato e costruire il futuro

L’area archeologica di Roscigno, situata sul pianoro di Monte Pruno, è un luogo ricco di storia e cultura. Oggetto di ricerche sistematiche dal 1980, il sito ha rivelato tracce di insediamenti indigeni databili tra il VII e il III secolo a.C. Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II ha avviato un progetto di scavi e valorizzazione che, grazie a una convenzione con il Comune di Roscigno e la Banca Monte Pruno, ha portato alla creazione di una Scuola-scavo. Questo centro operativo è diventato un punto di riferimento per studenti, ricercatori e cittadini, contribuendo non solo alla ricerca archeologica ma anche alla tutela del territorio. L’obiettivo è stato quello di coniugare ricerca scientifica, formazione e coinvolgimento della comunità, favorendo lo sviluppo di un modello di gestione sostenibile del patrimonio culturale. Il progetto ha permesso di ricostruire la storia di questo antico insediamento, mettendo in luce non solo le strutture abitative e funerarie, ma anche le dinamiche economiche e sociali che ne hanno caratterizzato l’evoluzione.

Scavi, formazione e inclusione sociale

Dal 2015 al 2024, il progetto ha permesso di catalogare 1.500 reperti, realizzando un’ampia campagna di studio e documentazione. La Scuola-scavo ha accolto ogni anno circa 35 studenti provenienti da diverse università italiane e straniere, offrendo loro un’esperienza formativa sul campo. Sono stati coinvolti studenti di archeologia, storia dell’arte e conservazione dei beni culturali, che hanno potuto apprendere le tecniche di scavo, catalogazione e restauro dei materiali ritrovati. Inoltre, sono stati attivati programmi di inclusione sociale, coinvolgendo migranti del progetto SAI in attività di ricerca e catalogazione, promuovendo l’integrazione attraverso la cultura e creando occasioni di scambio e formazione. Parallelamente, sono stati organizzati 10 eventi divulgativi, un tavolo tecnico con istituzioni e partner locali, e la partecipazione a convegni nazionali e internazionali per diffondere i risultati della ricerca. La presenza del progetto alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum ha ulteriormente rafforzato la visibilità del sito, ponendo l’accento sull’importanza dei centri archeologici minori per il rilancio culturale e turistico delle aree interne.

Un museo per il futuro e un turismo sostenibile

L’impegno per la valorizzazione di Roscigno non si è limitato alla ricerca scientifica. È in fase di realizzazione un Museo Archeologico, destinato a ospitare i reperti scoperti, con l’obiettivo di trasformare il sito in un polo turistico stabile. Questo spazio non sarà solo un luogo espositivo, ma diventerà un punto di riferimento per attività didattiche, con laboratori e percorsi interattivi pensati per le scuole e per il pubblico. Le visite guidate e gli open day, rivolti anche agli studenti delle scuole primarie e secondarie, hanno stimolato la partecipazione della comunità locale e dei visitatori, incrementando l’attrattività del territorio. Ogni anno, il sito archeologico e il borgo di Roscigno Vecchia ospitano eventi culturali e rievocazioni storiche, contribuendo a trasformare il patrimonio archeologico in una risorsa viva e dinamica. Il progetto si configura come un esempio virtuoso di gestione del patrimonio culturale, in cui archeologia, ricerca e inclusione sociale si intrecciano per restituire nuova vita a un sito antico, trasformandolo in una risorsa per il futuro.